Supply chain: le imprese raccontano il cambiamento

Supply chain: le imprese raccontano il cambiamento

Terzo appuntamento di Aperichain21: Amplifon, KIKO e HILTI

Milano, 29 Giugno 2021 ore 17:30 – EXIT Piazza Erculea, Milano – e Piattaforma Zoom

Panel molto interessante per questo terzo evento di Aperichain21.
Tre aziende con un business model molto simile hanno raccontato le sfide nella Supply Chain di oggi.
Moderatrice d’eccezione: Imen Jane, influencer e divulgatrice economica nonché fondatrice di Will.

Insieme a Cristian Finotti – Global Chief Procurement & Supply Chain Officer di Amplifon, Riccardo Grugnetti, Fulfillment Manager in HILTI e Carlo Savarese Logistic Manager di KIKO abbiamo parlato di big data, di sostenibilità ambientale e sociale, di coltivazione del talento e attenzione alle persone in azienda.

Quali sono le sfide che la Supply Chain di oggi deve affrontare?

“Per KIKO la sfida principale è coniugare sapientemente la multicanalità di approvvigionamento con l’omnicanalità della distribuzione” ci ha detto Carlo. KIKO si muove in una catena corta e locale per quanto riguarda il prodotto core (lavora con fornitori situati prevalentemente nel quadrilatero Lombardo). Deve però confrontarsi con la realtà globale nella distribuzione e nella risposta alle diverse esigenze dei consumatori. Questa è la principale sfida che l’azienda sta affrontando oggi nel gestire la SC.

“Senza Supply Chain nessuna idea di marketing o di vendita può essere messa in atto. La catena di fornitura, la produzione e la logistica sono l’ossatura dell’azienda. Il cliente deve vivere un’esperienza che passa attraverso l’attenzione e l’efficientamento estremo della catena di fornitura. La sfida per Amplifon oggi è migliorare continuamente questo aspetto.” Dice Cristian.

“Differenziazione di prodotto, competenza, supporto, affidabilità” questa le sfide di HILTI secondo Riccardo. “Sono questi gli aspetti per cui il nostro cliente continua a sceglierci. Non possiamo deluderlo!”

La Supply Chain intelligente è uno dei temi principali su cui stanno lavorando le aziende oggi. Com’è la situazione nelle vostre realtà?

“La pandemia ha sicuramente accelerato un processo che KIKO aveva già in atto” dice Carlo. “Consapevolezza del mercato, anticipazione delle problematiche, conoscenza dei fenomeni in senso lato. I dati ci hanno aiutato moltissimo a gestire questo ultimo periodo: abbiamo dovuto però velocizzare il processo di raccolta, lettura e interpretazione per poter prendere le decisioni corrette. È un processo su cui stiamo ancora lavorando, ma i primi risultati non tardano ad arrivare”.

“Per Amplifon la sfida non è tanto avere i dati, ormai siamo organizzatissimi a riguardo, quanto sapere come usarli!” dice Cristian. “Oggi siamo sommersi da dati che, se non ben interpretati, portano fuori strada. La vera sfida è limitare la lettura a pochi dati veramente significativi. Capire quali lo siano non è semplice!”

“Il dato è fondamentale, ma come dice il collega Cristian, serve che sia puntuale e di qualità” aggiunge Riccardo. “I dati devono essere affidabili. Il tema del Data Quality è oggi, secondo me, la sfida principale in HILTI sul tema dei big data”.

“La sostenibilità è una destinazione”. Qual è il vostro viaggio sostenibile?

“KIKO ha un piano d’azione che si articola su due filoni. Sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale” racconta Carlo. “Tutti i nostri prodotti sono sviluppati con formulazioni sostenibili, packaging attento all’ambiente e lavoriamo cercando di ottimizzare i flussi logistici per non gravare sul sistema ambiente. Per KIKO anche la sostenibilità sociale è estremamente importante. Vogliamo essere attivi nella ricerca scientifica, nell’inclusività e dare attenzione a tutte le persone dentro e fuori dall’azienda”.

“Anche Amplifon è molta attenta ai temi della sostenibilità in senso lato” dice Cristian. “Il nostro leadership team e i manager hanno obiettivi di sostenibilità tangibili e operativi. Da un punto di vista di prodotto vi posso portare come esempio lo sviluppo di dispositivi con batterie ricaricabili. Abbiamo lavorato molto sul packaging sviluppando delle features che permettano il riuso.”

“La sostenibilità in senso lato è intrinseca nella mission di HILTI da anni” ci ha detto Riccardo. “Stiamo rivedendo sia gli imballi in ottica più funzionale che i flussi logistici per limitare il carbon footprint. Abbiamo lavorato recentemente su tutti i processi interni, uno tra tutti quello relativo allo smaltimento rifiuti, per cui abbiamo vinto ultimamente dei premi. HILTI, inoltre, è mossa da principi solidi basati sull’attenzione alle persone. Per noi i concetti di diversity, inclusion, smart working, parità di genere non sono nemmeno più menzionati perché sono la normalità da anni.”

Un altro tema molto attuale è quello del mis-match: non avere le competenze giuste al momento giusto per portare avanti un progetto o mettere in atto una strategia. A voi è mai capitato? Come affrontate il tema del talento nelle vostre realtà?

“KIKO è un’azienda molto giovane. Siamo molto attenti a far crescere le persone dall’interno offrendo formazione e piani di sviluppo delle competenze.” Dice Carlo. “L’azienda ascolta molto tutti i suggerimenti, le proposte e gli spunti che arrivano dall’interno. In questo modo le persone si sentono parte di un gruppo, si sentono valorizzate e danno davvero il meglio!”

Cristian ci ha dato un punto di vista interessante e diverso: “Sono convinto che non esista il talento in assoluto. Le persone si esprimono al meglio se trovano un contesto che sa valorizzarle. Ci deve essere, necessariamente, un cultural fit tra persona e azienda, perché le aziende non sono tutte uguali! Un talento rimane inespresso se non viene calato in una cultura in cui trova il giusto stimolo. Nell’ambito di una selezione, quindi, è importante capire come la risorsa potrà integrarsi e crescere.”

Riccardo crede che le aziende abbiano una grande responsabilità verso le loro persone, soprattutto quelle più giovani. “L’azienda ha il dovere di accompagnare le persone verso una crescita professionale che sappia valorizzare il loro talento. Le aziende devono mettersi a disposizione offrendo mezzi e favorendo condizioni affinché questo avvenga”

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